Media Barter Trading e Barter Company, parliamone!

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Le nuove tecnologie e le reti internet hanno radicalmente modificato il modo in cui le aziende reclamizzano i loro prodotti e si indirizzano ai consumatori, grazie ai cosiddetti social media e agli annunci sul web, che stanno sostituendo le pubblicità tradizionali sui giornali e quelle presenti sui cartelloni pubblicitari.

Ciò che non è cambiato fino ad ora è invece il numero di società disposte ad investire in spazi pubblicitari per farsi conoscere al pubblico, anche se nuove tendenze si profilano all’orizzonte.

Se prendiamo ad esempio il mercato inglese, solamente nel 2015 le aziende britanniche hanno speso in pubblicità la consistente cifra di 25 miliardi di sterline (pari a circa 31 miliardi di euro), una somma che dimostra chiaramente quanto il settore dell’advertising incida sul bilancio delle società di produzione di beni e servizi. Affinché questi investimenti possano essere oculatamente gestiti sotto il profilo finanziario, si fa sempre più ricorso ad un antico metodo di pagamento, il baratto, entrato nella comune erminologia moderna con varie espressioni inglesi: media bartering, corporate barter, advertising barter o barter trading.

Ma a che cosa si fa riferimento con questi termini?

Per mezzo del sistema del media barter, che in italiano possiamo tradurre come “cambio merce pubblicitario“, una compagnia si impegna a fornire delle merci o dei servizi, generalmente corrispondenti a quello che esse stesse producono, in cambio di prestazioni pubblicitarie offerte da una barter company, apposita azienda specializzata nel ritiro delle merci a fronte della fornitura di un servizio. Il termine inglese “barter“, tradotto nella nostra lingua, significa infatti barattare, se inteso come verbo, o baratto, se interpretato come sostantivo, ed è proprio lo scambio ad essere al centro di questa transazione aziendale, che poggia sostanzialmente sul concetto di scambio tra merci e servizi.

Quando un marchio intende reclamizzare i suoi beni o servizi, una delle voci di spesa più ragguardevole consiste proprio nell’acquisto degli spazi pubblicitari sui media, come televisione, stampa, radio e ora anche sulle piattaforme digitali. Il meccanismo del barter trading consente di abbassare questi costi, pagando una parte, o le intere spese pubblicitarie, con prodotti e quindi ammortizzando notevolmente le spese di marketing. Una barter company si occupa quindi di fornire tutti i servizi pubblicitari all’azienda, garantendo ovviamente un approccio professionale, anche se non si viene retribuiti in maniera tradizionale: le attività fornite possono includere quelle classiche della definizione e attuazione di una campagna pubblicitaria, come l’identificazione dei punti sensibili, la ricerca circa dove e come reclamizzare i prodotti e l’individuazione dei canali sui quali veicolare i messaggi commerciali per ottenere il risultato più efficace. Come detto, l’azienda che usufruisce di tali servizi di pianificazione pubblicitaria offre in cambio dei prodotti, che verranno analizzati e valutati dalla barter company. Si tratta di una fase importante del rapporto tra le due realtà, in quanto la merce ed i servizi accettati potranno poi essere distribuiti ai professionisti che hanno ideato le campagne pubblicitarie.

Ecco allora nascere gli Adv Store, dei negozi esclusivi accessibili solo a chi opera nel barter trading: qui si potranno trovare articoli a prezzi estremamente vantaggiosi, messi a disposizione dalle compagnie di cambio merce pubblicitario in seguito all’accordo con le aziende che hanno beneficiato dei servizi pubblicitari. Una peculiarità di questi esercizi commerciali è data proprio dalla loro riservatezza, che permette solo ai clienti tesserati di entrarvi per fare acquisti.

Per le aziende che si rivolgono alle società di media barter i vantaggi non sono pochi. L’utilizzo delle scorte per far fronte ai pagamenti consente infatti:

  • di evitare il ricorso alla liquidità per la fruizione di servizi pubblicitari;
  • nel caso incui la sovraproduzione consenta approvvigionamenti meno costosi di materia prima, garantisce la possibilitò di smaltire le eccedenze sena andare sotto costo;
  • riduce la necessità di linee di credito evidenziando un minor indebitamento a bilancio
  • gli Adv Store possono costituire un ottimo test per il lancio di nuovi prodotti

Le prospettive di crescita futura del media abrtering sembrano promettenti, considerando che si tratta di un fenomeno strettamente associato al settore dell’information technology, della comunicazione e dei media, specie quelli digitali, tutti comparti in rapida e continua evoluzione. Paradossalmente, alla base di questa tendenza vi è un principio vecchio migliaia di anni, che per la sua semplicità ed immediatezza ha caratterizzato le società di qualsiasi epoca: quel baratto che con il media barter sopravvive anche nell’era digitale.

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